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    Pagine Zen periodico di divulgazione di cultura giapponese

    Articoli su: cultura giapponese, ikebana, calligrafia, arti-marziali, bonsai, origami, Zen, arte, musica, cinema, teatro, libri, attualità... e molto altro!

    Pagine Zen è presente, come testo di cultura giapponese, alla Bicocca e Statale di Milano, Sapienza di Roma, Ca' Foscari di Venezia, Università di Bologna, Orientale di Napoli, Sezione Nipponistica dell’Università di Firenze e Sezione Orientalistica dell'Università degli studi di Torino. Siamo inoltre presenti e collaboriamo anche con il Museo Orientale di Ca' Pesaro di Venezia.

  • Pagine Zen 111

    gennaio / aprile 2017
    Pagine Zen 111
    Sommario
    • 雪の幽玄 Yuki no yūgen Suggestioni di neve
    • I due guardiani del buddha Yakushi
    • Zen e bugia: fra arte e religione
    • 無必然 “Non ineluttabile”
    • I monaci delle montagne Sul monte Haguro con gli Yamabushi
    • Io l’ho visto! Nakazawa Keiji, mangaka testimone dell’atomica
    • Yumi L’arco giapponese: com’è fatto e come funziona
    • Calligrafia cinese: Corso base Un importante strumento di studio
    • Buio sotto il faro Scritti di un giapponese a Napoli
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  • Pagine Zen informa:

  • Zen e bugia: fra arte e religione

    Franco Fusco 15 Gennaio 2017
    Zen e bugia: fra arte e religione

    John Cage, il musicista statunitense, invitato a tenere una conferenza sullo zen, esordì con queste parole: “Sono qui. E non c’è nulla da dire.”

    Aveva ragione. Perché “iniziare è tacere” (A. Tagliapietra) e perché il dicere (nel suo originario significato di ‘mostrare’) è atto rituale silenzioso, ma anche perché la necessaria metaforicità del linguaggio è di per sé ingannevole e ogni parola detta manca il bersaglio dell’essenza delle cose. Soprattutto aveva ragione, perché ciò che si può dire dello zen è nulla. Pertanto qui viene trattato nulla. Voi state per leggere nulla e apprenderete nulla. Dunque aspettatevi proposizioni logiche.

    E bugie.

    Tutti noi siamo. Presente assoluto. Anche quando non agiamo, siamo. Anche quando non pensiamo, siamo. Anche quando non viviamo ancora, siamo. Anche quando non viviamo più, siamo: il nostro cervello non manda impulsi, il nostro cuore non pompa sangue, i nostri polmoni non aspirano aria, ma le entità (cellule, atomi), che ci compongono, sono.

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