Di seguito sono visualizzate le anteprime degli articoli di approfondimento pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

Azuma Kengiro - Lo Zen si fa scultura

Cecilia Maggioni -
Azuma Kengiro, MU 765GG, Gattico (NO), 2008
Non esiste la pace senza la guerra. Non esiste il corpo senza l’anima. Allo stesso modo non esiste il pieno senza il vuoto

La ricerca del senso della vita, la filosofia e l’arte di Azuma Kengiro nascono da un'unica volontà: ricercare, per poter afferrare tramite le sue sculture, il continuo mistero dato dall’alternanza di elementi contrapposti. Le sue opere, inizialmente in modo inconsapevole, ma successivamente, secondo un’estetica ben precisa, partono dalla volontà di mantenere sempre l’equilibrio in ogni cosa. In sintesi, sono due i concetti che stanno alla base della sua scultura: il “pieno” (yu) e il “vuoto” (mu). Non c’è l’uno senza l’altro, sono indivisibili e necessari, eppure così profondamente diversi. È proprio l’incontro tra i due a definire esattamente cosa è uno e cosa l’altro. Inevitabilmente il vuoto è legato al pieno.

Azuma Kengiro è uno scultore giapponese naturalizzato italiano che...

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Zen e bugia: fra arte e religione

Franco Fusco -
Bodhidharma (Daruma) dipinto dall'artista coreano Kim Myŏng-guk (1600-1663?)

John Cage, il musicista statunitense, invitato a tenere una conferenza sullo zen, esordì con queste parole: “Sono qui. E non c’è nulla da dire.”

Aveva ragione. Perché “iniziare è tacere” (A. Tagliapietra) e perché il dicere (nel suo originario significato di ‘mostrare’) è atto rituale silenzioso, ma anche perché la necessaria metaforicità del linguaggio è di per sé ingannevole e ogni parola detta manca il bersaglio dell’essenza delle cose. Soprattutto aveva ragione, perché ciò che si può dire dello zen è nulla. Pertanto qui viene trattato nulla. Voi state per leggere nulla e apprenderete nulla. Dunque aspettatevi proposizioni logiche.

E bugie.

Tutti noi siamo. Presente assoluto. Anche quando non agiamo, siamo. Anche quando non pensiamo, siamo. Anche quando non viviamo ancora, siamo. Anche quando non viviamo più, siamo: il nostro cervello non manda impulsi, il nostro cuore non pompa sangue, i nostri polmoni non aspirano aria, ma le entità (cellule, atomi), che ci compongono, sono.

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Yumi: l'arco giapponese

Carlo Broggi -
Togo Shigemochi, Satsuma Heki ryu

Il tipo di arco di cui parleremo in questo articolo è quello tradizionale in bambù. Oggi esistono modelli di yumi realizzati in fibre sintetiche, fibra di vetro o carbonio, che consentono di limitare i costi di produzione, i tempi di realizzazione e di tenere basso il prezzo di vendita, rendendo questi archi accessibili a tutti. Proprio per queste caratteristiche, gli archi di fibra sono i più usati dai principianti e dagli studenti, che hanno bisogno di attrezzature durevoli, economiche e che richiedono poca manutenzione. L’arco in bambù invece richiede una buona esperienza non solo nel tiro, ma anche nella conoscenza dei materiali e dell’equipaggiamento. Ancora oggi, come in passato, sebbene esista una vasta produzione di yumi in bambù, realizzati da valenti yumishi (costruttori di archi), l’arciere esperto preferisce realizzare da sé il proprio arco, acquistando solitamente un fujibanashi, cioè un arco grezzo, incollato ma non ancora finito, per poi sagomarlo dandogli la forma e la potenza più adatta al suo livello tecnico.

La globalizzazione del mercato e la crescente richiesta ha purtroppo influito sulla...

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Haiku: momenti d’illuminazione

Franco Fusco -
Haiku: momenti d’illuminazione

Nella cultura giapponese, si può dire che tutto parte dal buddhismo, nel senso che la sensibilità buddhista è presente pressoché in tutte le manifestazioni culturali del Giappone, a partire dalla sua introduzione ufficiale nel Paese, nel VI secolo d. C., e dalla sua rapida ascesa presso le classi dominanti dell’epoca, che lo portò a identificarsi ben presto con lo Stato stesso.

Il principe Siddhārtha Gautama (detto anche Śākyamuni, “il saggio degli Śākya”, śākya significa “potenti”) sarebbe nato a Lumbini, nel Nepal meridionale (all’epoca, uno dei tanti stati che componevano l’India del nord), approssimativamente nel 566 a. C. e, dopo essere divenuto il Buddha (il Risvegliato) storico, all’età di trentasei anni, tenne il primo discorso nel Parco delle Gazzelle, vicino a Varanasi, ai suoi primi cinque discepoli. Morì in India, a Kuśināgara, nel 486 a. C.. Dall’India, dove si estinse completamente intorno al XIII secolo, la sua dottrina si diffuse poi nei Paesi limitrofi.

La nascita dello zen (sanscr. dhyāna; cin. chán) si fa risalire al leggendario monaco Bodhidharma, in giapponese abbreviato Daruma (circa 483-540), 28° patriarca del buddhismo indiano e primo del chán, che sarebbe poi...

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Aikidō è amore?

di Chiara Bottelli -
“Le origini dell’Aikidō” - Il libro di Chiara Bottelli

Nonostante tutte le botte che mi sia presa nella mia breve ma intensa attività aikidoistica, ho sempre pensato che qualche fondo di verità potesse esserci, nell’affermazione del mio maestro che mi spronava a continuare.

Non è tuttavia così semplice associare l’idea di amore, fratellanza e armonia universale a un’arte marziale, che per definizione esprime concetti totalmente opposti.

E’ stato così che alla fine dei miei studi di lingua e cultura giapponese, ho potuto approfondire questo aspetto nella tesi di laurea presso l’Università di Torino, avendo modo di ripercorrere le fasi della gestazione dell’aikidō e di esplorare il periodo storico, sociale e politico in cui questa ha avuto luogo.

Conosciamo bene la biografia del fondatore Ueshiba Morihei (植芝盛平, 1883-1969), ma che cosa succedeva in Giappone nel periodo della sua giovinezza, che cosa significa all’interno della cultura giapponese il rispetto per la natura, le pratiche sciamaniche, gli esercizi di purificazione, gli stati di allucinazione...

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