Di seguito sono visualizzate le anteprime degli articoli di approfondimento pubblicati su Pagine Zen. In alternativa è possibile consultare l'elenco sintetico di tutti gli approfondimenti pubblicati visitando questa pagina.

L'arte giapponese dal secondo dopoguerra

Cristina Solano – Giappone in Italia -
“Le origini dell’Aikidō” - Il libro di Chiara Bottelli

I profondi e traumatici cambiamenti avvenuti in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale hanno certamente scosso violentemente, ma non minato nel profondo la sua solida cultura, anzi, il clima del dopoguerra è sicuramente stato terreno fertile per la nascita di importanti movimenti artistici che, spesso, hanno anticipato ciò che, in arte, sarebbe poi avvenuto in Occidente.

Un nuovo concetto di arte, più libero e sperimentale, senza limiti e regole precise, che si concretizza nell'unione dello spirito con la materia, ispira e muove i componenti del gruppo Gutai, che nasce come espressione dell'energia repressa durante le restrizioni del periodo post bellico. É con questa idea comune che Murakami Saburo, Atsuko Tanaka, Kazuo Shiraga e altri artisti, si uniscono ad Osaka nel 1954, sotto la guida carismatica di Jiro Yoshihara, pionere dell'arte astratta, e Shozo Shimamoto, che aveva pensato al nome del gruppo proprio con il significato ambivalente di "concretezza" o "incarnazione". Così, in una scena artistica in cui i riflettori erano tutti puntati verso l'Occidente, il gruppo Gutai, dall'estremo Oriente, si fa notare mostrando la sua doppia anima: quella pittorica, legata al comune clima planetario dell'Informale, con la ricerca sul gesto e sul segno, anche coerente con l'antica arte della calligrafia (Shodo) e l'altra performativa, le cui azioni avrebbero influenzato gli artisti occidentali, che di lì a poco avrebbero seguito il loro esempio con lo sviluppo degli "Happening". Ciò che proponevano è stata

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Intrecci giapponesi: l'Arte del Bambù

Intrecci giapponesi: l'Arte del Bambù

Galleria Renzo Freschi/Oriental Art di Milano
Fino al 11 giugno 2016 - Via Gesù, 17 - Milano (Italy)
Telefono 02 79.45.74

Pagine Zen ha il piacere di presentare l'importante mostra in corso presso la Galleria di Milano “Renzo Freschi/Oriental Art”, attraverso una sintetica sequenza di immagini e la pubblicazione dell'introduzione del gallerista Renzo Freschi.


Come il vuoto è definito dal tutto, così il “tutto” del bambù si sviluppa intorno al vuoto: con pareti che nulla contengono, esso diventa metafora di un paradosso zen, un apparente nonsenso che acquista valenza spirituale.

Forse anche per questo significato profondo e per la sua naturale eleganza il bambù è spesso associato alla cerimonia del the, all'ikebana e a rituali religiosi. La sua lavorazione ha radici molto antiche, ma è soprattutto durante il periodo Meiji (1868-1912) che si sviluppa e si diffonde una produzione artigianale decisamente innovativa e particolarmente raffinata.

La nascita del “Giapponismo” in Europa nella seconda metà dell'800 e le Esposizioni Universali dei primi decenni del '900, in cui il Giappone espone anche selezionati oggetti in bambù, crea un grande apprezzamento e fa nascere un collezionismo anche nel mondo Occidentale.

In Giappone la lavorazione del bambù assurge a vera ed esclusiva Arte che favorisce lo sviluppo ...

Pagine Zen ha il piacere di presentare l'importante mostra in corso presso la Galleria di Milano “Renzo Freschi/Oriental Art”, attraverso una sintetica sequenza di immagini e la pubblicazione dell'introduzione del gallerista Renzo Freschi.

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Il Sole si leva sull'Alma Mater. I Principi del Giappone a Bologna

di Pier Giorgio Girasole -
Il Sole si leva sull'Alma Mater. I Principi del Giappone a Bologna
Il giorno 13 Maggio 2016 è giunto in visita nella città di Bologna, sede della più antica università d'Europa fondata nel lontano 1088, Sua Altezza il Principe Akishino del Giappone in compagnia della consorte, la Principessa Kiko.
La coppia regale ha fatto sosta nel capoluogo emiliano come tappa di un tour italiano, iniziato a Roma con gli incontri a Palazzo Chigi, Quirinale e Vaticano, in occasione dei 150 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

La giornata di venerdì si è così aperta con l'accoglienza delle Loro Altezze presso l'Alma Mater dell'ateneo bolognese, cuore storico e simbolico dell'antica istituzione. Qui, accompagnati dall'Ambasciatore giapponese Kazuyoshi Umemoto e consorte, hanno incontrato il Magnifico Rettore Francesco Ubertini, la Prorettrice per le Relazioni internazionali Alessandra Scagliarini ed il Delegato per i Paesi dell’Asia Antonio Fiori. Ovviamente non sono mancati i saluti ad alcuni fortunati studenti con cui le Loro Altezze si sono trattenute piacevolmente.
Notevole la curiosità come l'abilità nel ...
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La Via del Noh

Pagine Zen, Rossella Marangoni -
La Via del Noh

Pagine Zen: In cosa il Noh è assimilabile alla fotografia e, in particolare, al tuo modo di vivere la fotografia? E quanto, dopo questa esperienza, il Noh, con la sua estetica e la sua grande tradizione, è penetrato nella tua sensibilità di fotografo?

Fabio Massimo Fioravanti: E’ un discorso lungo e complesso. Il mio modo di fotografare è stato influenzato molto dal cinema classico giapponese (il cinema di Kurosawa, Ozu, Ichikawa, Mizoguchi, Oshima) che amo molto e che ho studiato negli anni dell’Università grazie anche al prof. Mario Verdone. E dato che questo cinema ha forti debiti con il Noh – penso in particolare al grande regista Ozu ed al suo Tokyo monogatari, ed a Ichikawa ed al suo Biruma no tategoto, con le loro rigorose e geometriche inquadrature vicine visivamente al mondo del Noh – credo che tutto questo sia passato nel mio modo di fotografare e comporre lo spazio dell’inquadratura. Devo molto anche alla ...

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Ritratto all’Italiana

Scritto da Pier Giorgio Girasole -
Ritratto all’Italiana

Approfondimento dell'articolo di Pier Giorgio Girasole dal numero 109 di Pagine Zen. Qui vi proponiamo la versione integrale dello scritto con alcune foto.

Centocinquant'anni fa, sul finire della primavera una nave italiana, la pirocorvetta Magenta, attracca al porto di Yokohama, aprendo le porte di un mondo nuovo: il Giappone.

Quel lontano Paese, che neppure Marco Polo aveva potuto esplorare, ma solo farvi un cenno nel Milione col nome di Cipangu, stava cercando allora uno spazio nella scena internazionale. E lo stesso obbiettivo era proprio del neonato Regno d'Italia che, uscito dalla fase risorgimentale, cercava la tanto inneggiata unità nazionale. Siamo infatti nel 1866. A Torino come ad Edo le innumerevoli fazioni politiche, come le insurrezioni, sono la problematica più grande a cui far fronte per creare due Stati moderni. Infatti il Paese del Sol Levante è nella fase finale, o bakumatsu, della cosiddetta pax Tokugawa (detta anche bakufu) ovvero trecento anni di armonia politica e sociale, sotto il discreto controllo dello shogunato. Ma soprattutto trecento anni di isolamento.

Dopo che nel 1853 il commodoro Perry aveva di fatto costretto il Giappone ad aprire le sue frontiere per favorire gli scambi internazionali, il governo dello shogun aveva dovuto fronteggiare diverse fazioni ...

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